giovedì 15 novembre 2012

Lo scatolone fabbricone

non ho niente da dire! (la non rivalsa - episodio terzo)
Ciò che dico è annichilito: non è utile che a me per capire, ergo, che senso avrebbe ormai condividere se ciò, so bene che, debba accadere... (?)-
Lo so bene: è un circolo vizioso... ma allora perchè? Non accetto commenti: chi sa, sa che deve guadagnarsi il pane delle mie qualità; ma di solito non vuole saperlo: ti-more(?).
 Se s'intende non darmi attenzione (sinceramente) come la pongo altrettanto, SPARITE.
  Su questo si baserebbe il lavoro dell'uomo: su ciò che ha a disposizione. Ehi... Ma, io ho: ma chi non ha, è      come se avesse.   mA (mA) poi il gioco si gira su una strana padella (forse a forma cilindrica) sulla quale chi   ha è come se non avesse e ciò che però ha, diventa di chi non ha. NO! Cos'è? Un thè tra pazzi?

Ecco il titolo:
                   dichiarazione; diramazione:
così la descrizione:                               Le parole. N o n sono che il quadro astratto contenente elementi sufficienti per comprendere il messaggio dell'artista: CAPITE! Voi che vi dite bravi.
Non ne avrete mai il coraggio: oltrepassare la soglia?

Risposta (dal canto di chi è fausto):   non si gira che attorno ad un fuoco, entro il quale non si viene.
Laciatemi solo con quello che mi è rimasto: giocare con i giochi, giochi anche di parole, di figure, di forme: ecco i colori: l'unica libertà è quella di mescolarli.
     
Quasi alla fine: che l'arlecchino buontempone vesta le vesti dell'agnello; e si travesta da ciò che gli resta: i       resti.
       E alla fine poi: che la toga e il martello siano consegnati al giudice.
                                             
                                                                                                            Vins.

                             

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